I cavalli possono creare vere amicizie? Preferenze sociali, memoria e rapporti di fiducia mostrano quanto siano importanti i legami nella vita e nel benessere del cavallo.
Chi vive accanto ai cavalli lo ha visto almeno una volta: due soggetti che pascolano sempre vicini, che si cercano, che si grattano reciprocamente sul collo o alla base della criniera. Oppure un cavallo che nitrisce quando sente arrivare la “sua” persona di riferimento.
Ma possiamo davvero parlare di amicizia tra cavalli, oppure stiamo semplicemente proiettando emozioni umane sul loro comportamento?
La risposta, come spesso accade in etologia, è affascinante e meno scontata di quanto sembri.
I cavalli sono animali sociali
Il cavallo è una specie altamente sociale. In natura vive in gruppi stabili, all’interno dei quali i legami possono durare anni. Nel branco non esistono soltanto gerarchie: esistono anche vere e proprie preferenze sociali.
Numerosi studi sul comportamento equino hanno dimostrato che i cavalli scelgono partner privilegiati con cui trascorrere più tempo, mantenere minori distanze e praticare il cosiddetto allogrooming, ovvero il grattarsi reciprocamente.
Questo comportamento non ha soltanto una funzione legata alla pulizia: può avere un effetto rilassante e contribuire al benessere dell’animale, confermando il valore delle interazioni sociali positive.
Amicizia tra cavalli o legame affiliativo?
Alcuni ricercatori hanno osservato che la separazione da un compagno può provocare nel cavallo segnali di agitazione e un aumento delle vocalizzazioni, mentre la presenza di un soggetto familiare può contribuire a ridurre le risposte allo stress.
Non si tratta quindi necessariamente di semplice compagnia casuale: i cavalli possono instaurare relazioni selettive con determinati individui.
Possiamo chiamarla amicizia?
In termini scientifici è più corretto parlare di legami affiliativi stabili. Non possiamo attribuire automaticamente a questi rapporti lo stesso significato emotivo dell’amicizia umana, ma possiamo riconoscere l’esistenza di relazioni preferenziali che hanno un valore sociale ed emotivo per il cavallo.
I cavalli riconoscono i propri compagni?
Le ricerche sulla cognizione equina indicano che i cavalli sono capaci di riconoscere individui specifici attraverso differenti segnali sensoriali.
Possono distinguere soggetti familiari da individui sconosciuti e utilizzare informazioni visive e vocali per il riconoscimento.
Questo porta a un altro aspetto particolarmente interessante: la memoria sociale del cavallo.
I cavalli possono conservare nel tempo informazioni sugli individui con cui hanno avuto rapporti e interazioni. La memoria relazionale diventa quindi un elemento importante per comprendere la natura dei loro legami: una relazione sociale stabile richiede infatti continuità nel riconoscimento e nella preferenza.
Il legame tra cavallo e uomo
Se dal rapporto tra cavalli passiamo al legame tra cavallo e uomo, il tema diventa ancora più interessante.
Il cavallo non considera naturalmente l’essere umano un proprio simile, ma può sviluppare con determinate persone una relazione basata su familiarità, esperienza, coerenza e sicurezza.
Gli studi sul comportamento e sulla fisiologia equina mostrano che i cavalli sono in grado di distinguere persone familiari da persone sconosciute. L’interazione fisica con una persona conosciuta può inoltre essere associata a uno stato di maggiore rilassamento rispetto alla stessa interazione con uno sconosciuto.
Il cavallo può quindi imparare a riconoscere una determinata persona e costruire nel tempo una relazione influenzata dalla qualità delle esperienze condivise.
I cavalli riconoscono volto e voce delle persone?
Un aspetto particolarmente interessante riguarda la capacità del cavallo di integrare informazioni provenienti da sensi differenti.
Le ricerche hanno mostrato che i cavalli possono associare il volto di una persona familiare alla sua voce, dimostrando una capacità di riconoscimento individuale più sofisticata di quanto si potrebbe pensare.
Le esperienze precedenti hanno inoltre un ruolo importante: interazioni positive, coerenti e rispettose possono contribuire alla costruzione di una relazione positiva tra cavallo e persona.
Anche in questo caso, parlare di “amicizia” nel senso strettamente umano può essere fuorviante. È più corretto parlare di una relazione fiduciaria e cooperativa, costruita progressivamente attraverso le interazioni.

